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Fondata nell’XI secolo e soppressa in periodo
napoleonico, l’Abbazia Benedettina fu originariamente un convento che a seguito
delle ristrutturazioni del XVI secolo assunse la forma che possiamo oggi
ammirare.
Di particolare importanza i due chiostri rinascimentali svolti da
Pietro Isabello.
La struttura della chiesa fu invece ricostruito dall’architetto
Domenico messi nel 1684.
Terminata la grandiosa navata e le sei cappelle
laterali si diede inizio alla costruzione della facciata marmorea.
All’interno
della struttura sono conservati molti dipinti; di particolare importanza gli
affreschi della volta della navata, dedicati ai Santi Paolo e Benedetto,
eseguiti da Giulio Quaglio.
Tutti gli altari marmorei presenti nelle cappelle
sono dovuti ai fratelli Corbarelli, autori anche dell’altare maggiore.
Nella
prima cappella a sinistra è situata la pala del veneziano Antonio Molinari,
raffigurante Sant’Andrea con i Santi Giovanni evangelista, Pantaleone e Lucia.
Nelle pareti laterali si trovano due tele di Giuseppe Maria Crespi,
rappresentanti il martirio di San Giovanni evangelista e Sant’Andrea che adora
la croce del proprio martirio.
Essi sono dei dipinti di chiara impronta
naturalistica.
Nella seconda cappella a sinistra si trovano due ovati con
soggetti che alludono all’Eucarestia conservata nel tabernacolo dell’altare: la
raccolta della manna e Melchisedec che offre a Dio il pane ed il vino.
I dipinti
furono eseguiti dal pittore Paolo de Matteis, che riuscì a conciliare l’enfasi
barocca con un gusto di chiara impronta classica.
Nella terza cappella a
sinistra, si trovano due tele di Antonio Balestra raffiguranti San Gregorio che
riceve Gesù in veste di pellegrino e San Gregorio che mostra ai fedeli il
corporale insanguinato.
Nella cappella di fronte si trova la pala d’altare con
San Benedetto che consegna a San Mauro la regola benedettina tra i Santi Placido
e Scolastica.
Ai due lati due importanti tele di Sebastiano Ricci.
Nella
cappella centrale di destra troviamo altri due ovati di Paolo De Matteis,
rappresentanti il sacrificio di Isacco e il serpente di Bronzo.
Nella prima
cappella a destra si trova una pala di Antonio Bellocci, raffigurante Sant’Alessandro
decapitato e i Santi Frata, Fermo, Rustico e Antonio.
Alle pareti laterali sono
situate due tele di Giuseppe Maria Crespi, raffiguranti i Santi Fermo e Rustico
in prigione e il martirio di Sant’Alessandro.
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